Archivi del mese: maggio 2007

Frenata

Dopo aver cercato (indegnamente) d’appropriarsi dei risultati positivi del 2006, ecco che il Pil del primo trimestre 2007, risultato incontrovertibile della loro manovra finanziaria, segna una vistosa frenata e, dal 2,8%, scende tendenzialmente al 2,3%, mentre la crescita acquisita si ferma al 1,4%, risultato peggiore di tutti i tempi dopo il disastroso primo trimestre 2005.

Difficile per questo governo di sciagurati richiamarsi ora ai disastri provocati dalle manovre finanziarie di berlusconiana memoria.  D’Alema pochissimi giorni fa aveva fatto della facile ironia esaltando i risultati di un anno di governo ulivista. E altresì certo che questo dato, associato ai pessimi (per loro) risultati della tornata elettorale in Sicilia, è un pessimo segnale per Prodi e compagni in vista dei prossimi turni di fine mese. A dimostrazione dello stato di schizofrenia in cui vivee si agita  la cosidetta Unione Gennaro Migliore, Rifondazione Comunista, ha imputato la confitta siciliana a Padoa Schioppa e alle questioni legate alla riforma delle pensioni.

«La crescita del pil nel primo trimestre del 2007 (+0,2% congiunturale e +2,3% tendenziale) risulta in frenata dopo il balzo dell’ultimo trimestre 2006, quando il Pil era aumentato dell’1,1% a livello congiunturale e del 2,8% a livello tendenziale. L’ andamento del Pil a gennaio-marzo 2007 rispetto al trimestre precedente è la più bassa – secondo i dati pubblicati dall’ Istat – dal quarto trimestre 2005, quando il pil era calato dello 0,1%.
La crescita congiunturale del Pil nel primo trimestre 2007 “é la sintesi – spiega l’Istat – dell’aumento del valore aggiunto dell’Agricoltura e dei servizi e di una diminuzione dell’Industria”. Il primo trimestre 2007 ha avuto tre giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate del primo trimestre del 2006. L’Istat ricorda anche l’andamento della crescita del prodotto interno lordo di altri Paesi: nel primo trimestre il Pil è cresciuto in termini congiunturali dello 0,7% nel Regno Unito e dello 0,3% negli Stati Uniti; in termini tendenziali, il Pil è cresciuto del 2,8% nel Regno Unito e del 2% negli Usa.

+1,4% CRESCITA ACQUISITA 2007

La crescita acquisita del prodotto interno lordo nel 2007 è dell’1,4%. Lo comunica l’ Istat spiegando che si tratta della crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti tre trimestri dell’ anno.

ITALIA RESTA FANALINO CODA EUROLANDIA

Con lo 0,2% di crescita del Pil messo a segno nel primo trimestre 2007, l’Italia si conferma fanalino di coda tra i Paesi di Eurolandia. La nostra economia – secondo i dati diffusi oggi da Eurostat – continua a crescere ben al di sotto sia della media della zona euro (+0,6%) sia della media dell’Ue-27 (+0,6%). Nel confronto con i singoli Stati membri, l’Italia – anche nei primi tre mesi di quest’anno – mostra di tenere a stento il passo di Belgio (+0,6%), Germania (+0,5%), Spagna (+1%), Francia (+0,5%), Paesi Bassi (+0,6%), Austria (+0,8%), Portogallo (+0,8%), Regno Unito (+0,7%). Raffrontando l’andamento del Pil nel primo trimestre 2007 con quello del primo trimestre dello scorso anno, in Italia – sempre secondo i dati Eurostat – la crescita è stata del 2,3%. Meglio della Francia (+2%), ma al di sotto della Spagna (+4%), della Germania (+3,6%), dell’Austria (+3,2%), del Belgio e del Regno Unito (+2,8%), dei Paesi Bassi (+2,5%).»

Chi glielo va a dire adesso che ognuno raccoglie i frutti di ciò che semina?

Fonte: Ansa 

(Emile)

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Sarkozy presidente

Nicolas Sarkozy ha ottenuto il 53% dei voti al secondo turno della presidenziali francesi. Alle 20 l’affluenza è stata del 85%: un dato record, che non si verificava fin dal 1965 ovvero i tempi di Charles De Gaulle. Padellaro sogna la rivincita alle amministrative di giugno e sogna un’accoppiata Bayrou-Royal. Solito provincialismo italico: si commentano avvenimenti esteri e si guarda alla politica interna, ma la Francia non è l’Italia, inevitabilmente sia nel PSF che nel UDF si apriranno dibattiti interni e voglia di rivincita da parte di coloro che sono stati messi ai margini all’interno dei due movimenti politici. Prodi commenta: «Se gli Stati Uniti vogliono avere voce nel mondo devono avere l’Unione Europea amica» e ancora: «La sinistra francese ha perso perchè il Partito Socialista Francese è troppo rigido», un lapsus freudiano, forse voleva dire «Se l’Unione Europea vuole avere voce nel mondo deve avere gli Stati Uniti amici.»

(Emile)

Intanto, tutti coloro che dopo aver messo a ferro e fuoco le banlieues vennero da Sarkò definiti “racaille” non hanno trovato di meglio da fare che provare una nuova presa della Bastiglia, al grido di “chiunque, ma non Sarkò”.
E così, come i nostrani “coglioni” di un annetto fa, la racaille, indignata di esser stata chiamata tale, mostra la sua naturale propensione ad una democrazia sui generis e, soprattutto, non fa che confermare a pieno titolo che Sarkò aveva proprio ragione.
Mi si consenta qui infine un pizzico di civettuolo orgoglio campanilistico: no, non tanto che Sarkò sia del segno dell’Acquario (che pure lo è, ma solo per chi ci crede), ma che sia di origini ungheresi, fatto che, chi mi conosce lo sa, tocca in me tasti importanti. Che poi tocchi ad un oriundo rampollo della fu borghesia magiara e austro-ungarica il mettere a posto il pasticcio francese (a partire dal quel ’68 cui ha dichiarato guerra) appare curioso… ma suvvia, non diciamolo ai francesi, non stasera.

(Jeanne)  

 

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