Archivi del mese: marzo 2013

Pentastellati di nuova vocazione

A tutti i pentastellati di nuova vocazione che oggi imprecano contro il marcio sistema che ci ha portato fin qua (sia che provengano dalle file del PD o del PDL, di ‘ndo je pare):
mi congratulo per il vostro viscerale quanto tardivo ravvedimento, ma mi sorge spontanea la solta domandina dispettosa:
dove eravate ieri? Siete proprio sicuri che i problemi dell’italia siano sempre dall’altra parte? perché dall’altra parte, ieri, c’eravate proprio voi, anche se vi scoccia che qualcuno ve lo ricordi…

Jeanne

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13 marzo, 2013 · 1:22 pm

Lo sFascio

Le pretese di Grillo hanno il sapore del fascismo, volenti o nolenti, vuole imporre il suo pensiero al resto della popolazione. Le posizioni del Movimento 5 stelle, costerebbero miliardi all’intera popolazione, sopratutto a quelli che non l’hanno votato che sono comunque il 70% a questo punto che le paghino solo loro e i loro elettori. Tutti gli economisti sono concordi nell’affermare che i danni sarebbero enormi se fossero applicate le posizioni di Grillo and co.

Ora comincerà il balletto tra PD e M5S per le nomine dei presidenti delle commissioni, con il PD che vorrà costringere Grillo ed i suoi grillini ad assumere incarichi ufficiali, come è giusto che sia, e il M5S che si arroccherà nelle sue posizioni di totale rifiuto di collaborazione con i partiti ufficiali.

Intanto, le agenzie di rating (che non amo) ci hanno già declassato, rendendo meno affidabile l’investimento nei nostri titoli, per cui sarà sempre più oneroso e difficile finanziare le macchina dello stato, e rendendo anche più oneroso il finanziamento ai privati, in un momento cruciale nel quale per far ripartire l’economia è fondamentale innettare liquidità alle imprese e alle famiglie già in affanno. Mala tempora currunt.

Emile

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Guru?

Si nascondono dietro al M5S personaggi alquanto preoccupanti

forse la massoneria, visto che adesso vaneggia su possibili violenze se il suo movimento non otterrà il 100% dei voti. “Gianroberto Casaleggio, al di là di Beppe Grillo, può essere considerato il vero ideatore del Movimento 5 Stelle. E’ un manager milanese nato nel 1954. La sua carriera è iniziata in Olivetti e poi è stato amministratore delegato di Webeg di Telecom Italia. Poi ha fondato la società Casaleggio Associati, che ha aperto le porte al successo del M5S. Ha una grande passione per internet e conosce il marketing e le strategie di rete. Ultimamente si è espresso anche sul ruolo che lo schieramento politico può avere nell’ambito del nuovo Governo, in seguito ai risultati delle elezioni politiche 2013”.
Qui un blog su “Linkiesta”: http://www.linkiesta.it/blogs/complottismi/quel-complottista-di-beppe-grillo-il-signoraggio

Ho visto le prime immagini dei nuovi “cittadini” (non vogliono essere chiamati “onorevoli”. I grillini, sembrano quelli del casting del GF o qualche casting televisivo o cinematografico. Ma torniamo a parlare seriamente, credo che l’insegnamento principale di questa tornata elettorale, sia una certa ingenuità dei nuovi eletti che credono, o sperano, di rivoluzionare il paese cambiandone in primis il linguaggio e le parole.

Mi fanno pensare alla rivoluzione francese, che cambiò i nomi dei mesi ma, finirono per portare al potere Napoleone, il quale restaurò il regno appena abbattuto erigendosi ad imperatore.

Ho letto il programma del M5S e sono rimasto allibito da alcune sue parti relative all’informazione, che sarebbe praticamente nazionalizzata.
Un programma demagogico e fuori dal tempo, ad esempio per quel che concerne la TAV.

Temo per le sorti del nostro paese che rischià così di scivolare dal novero delle nazioni più industrializate del mondo occidentale, alla fascia dei paesi deindustralizzati, e soprattutto fuori dall’Europa. Superata inoltre dai nuovi paesi industrializzati che stanno crescendo, e non fanno certo leva sulla demagogia per proporsi al mondo e sollevare le sorti delle loro popolazioni.

Che il buon Dio, ed il nuovo Papa, ce la mandino buona.

Emile

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Peter Pan o GF?

Ho visto le prime immagini dei nuovi “cittadini” (non vogliono essere chiamati “onorevoli”. I grillini, sembrano quelli del casting del GF o qualche casting televisivo o cinematografico. Ma torniamo a parlare seriamente, credo che l’insegnamento principale di questa tornata elettorale, sia una certa ingenuità dei nuovi eletti che credono, o sperano, di rivoluzionare il paese cambiandone in primis il linguaggio e le parole.

Mi fanno pensare alla rivoluzione francese, che cambiò i nomi dei mesi ma, finirono per portare al potere Napoleone, il quale restaurò il regno appena abbattuto erigendosi ad imperatore.

Ho letto il programma del M5S e sono rimasto allibito da alcune sue parti relative all’informazione, che sarebbe praticamente nazionalizzata.
Un programma demagogico e fuori dal tempo, ad esempio per quel che concerne la TAV.

Temo per le sorti del nostro paese  che rischià così di scivolare dal novero delle nazioni più industrializate del mondo occidentale, alla fascia dei paesi deindustralizzati, e soprattutto fuori dall’Europa. Superata inoltre dai nuovi paesi industrializzati che stanno crescendo, e non fanno certo leva sulla demagogia per proporsi al mondo e sollevare le sorti delle loro popolazioni.

Che il buon Dio, ed il nuovo Papa, ce la mandino buona.

Emile

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Vincolo di (ricatto) del mandato?

Grillo ha blindato i suoi eletti ricattandoli di mandarli via a calci nel culo, vorrebbe cambiare la costituzione specificatamente l’articolo 67, ma per cambiare la costituzione è necessaria una maggioranza qualificata che i grillini non hanno. I costituzionalisti affermano che è una fondamentale regola di libertà che impedisce che gli eletti cadano vittime dei ricatti dei partiti o, in questo caso, del capo del movimento.

Per fare una simile operazione o si aggiungono altri partiti al suo movimento o non se ne fa nulla.

Intanto va in giro camuffato come un ladro che non vuole farsi riconoscere. Se vuole cambiare le regole del gioco è costretto a modificare il suo pensiero, cioè trattare con gli altri partiti o rimanere nell’angolo.

Anche il centro-sinistra (che grazie al vituperato porcellum è tutto sommato in vantaggio) e il centro-destra sono in um certo senso all’angolo, e nell’angolo sembrerebbe essere tutto il Paese ma, i mercati non si fermano e le necessità di raccogliere i denari per mandare avanti la barca sono inarrestabili se non si vuole affondare tutta la penisola.

Per concludere mi sembra che l’intero Paese sia caduto in una sorta di sindrome di Peter Pan collettiva dalla quale non se ne usce fuori senza un po’ di giudizio, non si può passare dalla rivoluzione liberale (fallita) di Berlusconi al fanciullesco voto di protesta a Grillo, il quale raccoglie sia i delusi di quest’ultimo che i No-Tav e frange dei Black Block e forse perfino l’estrema destra.

Emile

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Retrocessione e recessione?

Pil ai livelli del 2001. Disoccupazione al 11,7%, pressione fiscale al 45,2%, consumi crollati del 4,3%. La crisi ha picchiato duro sul Paese e le cure attuate da governo Monti ci hanno salvato sì dal rischio Grecia, ma i suoi provvedimenti sono stati per lo più inadeguati se non addirittura nocivi, sul piano economico hanno fatto ben poco.

Hanno tranquillizzato per lo più i mercati, ma ossigeno ai bisogni interninon ne ha praticamente portato, solo lo spread è stato abbassato ma a quale prezzo?

La politica del rigore ha fallito il suo obiettivo fondamentale: doveva rimettere in piedi il paese, e non affossarlo definitivamente.
A chi tutto questo sia giovato ce lo stiamo ancora chiedendo.

Emile

 

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Democrazia o monocrazia?

Il grosso, se non l’enorme, problema del M5S è la sua struttura estranea alle logiche politiche convenzionali. Per cui tutto è deciso dal vertice costutuito da Grillo e il suo sodale Casaleggio, consultazione democratica? Tutto rimandato a decisioni nella rete e sul blog dello stesso Grillo.

Quale garanzia può avere un tale sistema visto che appena qualcuno esce dal seminato viene richiamato all’ordine, se non espulso dal movimento? Ho i miei dubbi sulla reale democrazia interna del M5S, forse sbaglio ma non credo di essere molto lontano dalla verità.

Così come credo che adesso che i grillini devono confrontarsi con la realià delle istituzioni e le sue regole, dovranno necessariamente passare dalla protesta alla proposta, e questo non può essere fatto con una struttira piramidale e ferrea senza il minimo di democrazia interna e trasparenza nei confronti del Paese.

I grllini in parole povere devono passare dall’adolescenza alla maturità e il governo di una nazione è, giocoforza, anche mediazione e compromesso. Quale reale capacità di compromesso abbiano i grillini è tutto da verificare, intanto l’economia e la crisi internazionale hanno bisogno di decisioni rapide e incisive. Temo per il nostro immediato futuro.

Emile

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