Archivi del mese: aprile 2013

Il governo Letta

Certo che il successo di Letta nella formazione del governo, è sì il suo successo ma è anche uno schiaffo a Bersani che ha fallito miseramente il suo tentativo, nel vano inseguimento dei grillini per ottenere una maggioranza parlamentare, impatanatosi nell’assunto: “mai con il caimano”.
Letta si è dimostrato più lucido e realista, primo non essendosi messo all’angolo ma attaccando i grillini sul loro stesso terreno:in diretta streaming. Al loro rifiuto scontato, Letta ha seguito la sola strada percorribile se non si voleva andare in contro a nuove elezioni: l’accordo con il PdL. Certo ciò non vuol dire che il cammino del suo esecutivo sia su una strada in discesa, tutt’altro, ma era imperativo dare il segnale inequivocabile che il Paese fosse sul tracciato della governabilità e del prosieguo del lavoro fin qui eseguito dal governo Monti, lavoro non esente da errori per il quale bisognerà individuare una soluzione, penso agli esodati, ma anche all’IMU e la politica fiscale da lui condotta, o il caso dei Marò. Ora inizierà il difficile ma confido nel buon senso del nuovo Presidente del Consiglio il quale è sicuramente meno ricattabile a sinistra di quanto potesse essere Bersani da Bettola.

Emile

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Cinque stelle e la Costituzione…

Mi tocca l’ennesima sintesi delle infinite discussioni in corso con alcuni sostenitori del 5S.
Una delle obiezioni più gettonate che mi vengono mosse è che io, contestando il metodo delle “Quirinarie”, mostrerei di essere piuttosto in accordo con l’elezione del capo dello stato decisa da due persone a tavolino (cosa per loro non democratica e un pelino incostituzionale, come qualcuno ha suggerito).
Quello che penso o non penso io non ha importanza: la Costituzione non prevede consultazione popolare per l’elezione del PdR, il quale è sempre stato deciso dal Parlamento in base a proposte ed accordi tra i diversi gruppi parlamentari.
A questo giro, il 5S ha dichiarato e dimostrato di non voler fare accordi di sorta, per cui, avendo solo un terzo del parlamento, quegli altri si sono messi d’accordo senza di loro (e anche questo, indipendentemente che a me vada bene o meno).
Finché c’è questa costituzione, le cose vanno così. Se volete cambiarla, fatelo. Finché c’è, è questa e va rispettata, altrimenti è inutile che spammiate le bacheche con la foto di Pertini.

Oggi, voi del 5S ci fate sapere che la Costituzione non vi va bene. O che vi andrebbe bene se tutti facessero quello che volete voi, che però è incostituzionale, e che vi piacerebbe l’elezione diretta, quella senza la mediazione dei partiti.
Mi tocca quindi ricordarvi che anni fa, fu Berlusconi a proporre che la Costituzione venisse cambiata e tutti urlarono al Regime e al golpe, al grido unanime che “la Costituzione non si tocca e la nostra Costituzione è la più bella del mondo!”.
E fu sempre lui, tra i primi nel nostro paese, ad iniziare a parlare di elezioni dirette del Capo dello Stato (salvo suscitare analoghi orrori e convulsioni nei suoi avversari).
Ma siccome alcuni dei vostri eletti la costituzione non l’hanno nemmeno letta, e anzi quando succedevano queste cose probabilimente stavano ancora a giocare con le bambole e i trenini, fare un po’ di ripassino prima di prendere un’altra musata e (farla prendere al paese) sarebbe indicato.
Grazie.

Jeanne

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Antidemocratico

L’ultima dei grillini è “antidemocratico”. E’ diventato il loro leitmotiv per disconoscere l’elezione di Giorgio Napolitano.
Loro le cui Quirinarie sono ciò che più enigmatico può esistere in fatto di trasparenza. Vorrebbero fare i rivoluzionari senza averne la capacità politica e strategica, dopo il discorso di Napolitano rispondono che è stato un discorso “politico” dunque non può assicurare la neutralità del suo ruolo. Berlusconi ha dichiarato che sono: “Un branco di burattini manovrati da uno squilibrato”: una dichiarazione di guerra. 
La critica di anti-democraticità mi sa del bue che da del cornuto all’asino.

Emile

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La Bindi

Rosi Bindi sul dice no ad un governo presieduto da Enrico Letta e alla strada delle larghe intese, chiudendo ogni porta alla soluzione della crisi che vede il paese ancora senza governo, si arrocca nelle vecchie posizioni che hanno portato alla sconfitta Bersani essendo anche lei in parte responsabile del fallimento attuale in quanto presidente del PD. Dimostrando così di non aver tratto nessun insegnamento da quel che è accaduto. Tetragona, avanza a testa bassa, convinta di non essere responsabile di ciò che ha sconquassato il PD che potrebbe portare lo stesso ad una scissione, visto che l’ala più oltranzista da lei guidata tenta un avvicinamento a In(out)groa e company. Buona fortuna.

Emile

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“Noi non molliamo”

E’ stato spesso detto che il comportamento dei Grillini è molte simile ai fascisti della prima ora, a cominciare sulla abortita marcia su Roma o alle parole dei militanti del movimento che a fronte della rielezione di Napolitano gridano al golpe, e difendendo la loro scelta su Rodotà scandiscono parole come “noi non molliamo” molto vicine a quel “boia chi molla” delle camice nere, o affermando come fa il “cittadino” Crimi: «In Parlamento ci siamo e non gliela faremo passare liscia».

Pretendono che l’elezione non sia legittima e che Napolitano debba recedere dalla sua decisione lasciando il posto a Rodotà. In parole povere non accettano la soluzione scaturita dall’accordo PD/PdL, che li estromette dai giochi. Un esemplare esempio di democrazia, quella democrazia sfregiata secondo il loro punto di vista.

Emile

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Un brutto finale

Il destino dei partiti di sinistra italiani e un susseguirsi di lotte fratricide, di scissioni, di espulsioni, di presunti traditori. Oggi assistiamo al “sepuku” del PD che doveva ribaltare il cammino della nazione, doveva smacchiare i giaguari e finisce smacchiato. Che fine indegna!

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Le Prodiadi…

  1. Riprendo le parole di Pietro Bonavita che riflettono esattamente il mio pensiero:

“Quindi, riassumiamo: la geniale soluzione votata all’UNANIMITA’ dal PD per risolvere l’impasse politico e dare un segnale di rinnovamento al paese, è quella di proporre per il Quirinale uno che nella vita ha fatto il boiardo di stato corrotto, ladro e superpagato, solo per poi diventare il peggior capo di governo della seconda repubblica e probabilmente pure della prima? Uno che si faceva pagare miliardi dallo stato gli studi sul sesso degli asini da soma e per cui corruzione, peculato e nepotismo sono più naturali che alzarsi la mattina? Credevo che il PD avesse toccato il fondo con la storia MPS. Purtroppo mi sbagliavo. Vergognatevi, cazzo, vergognatevi.”

p.s.: ha dimenticato Gradoli

Emile

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19 aprile, 2013 · 9:47 am