Archivi del mese: agosto 2013

La Puglia sarà il nostro Texas?

Sono convinto che ci faremo sfuggire questa opportunità di ricchezza, cedendo alle pressioni dei no-tutto che trasformeranno la loro protesta con motivazioni  eco-velleitarie e ci costringeranno a dipendere dal petrolio degli sceicchi che sono, si sa dei feroci difensori della natura:

http://www.qelsi.it/2013/forse-ci-salva-il-padreterno-nelladriatico-in-puglia-ce-piu-gas-che-nel-texas/

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Acqua pubblica, acqua privata.

E’ nato un severo dibattito sull’acqua in occasione di un referendum che ne chiedeva la privatizzazione. I più (a sinistra) hanno protestato gridando allo scandalo, dicendo che l’acqua è un bene inalienabile e non può essere privatizzato, giusto. Quello che la stragrande maggioranza dei cittadini non aveva e non ha capito, e che non è l’acqua che si richiedeva ad essere privatizzata, ma la sua distribuzione, che è oggi in mano a monopoli perlopiù pubblici e gestiti spesso, se non sempre, in modo clientelare. Quello che si chiedeva era la privatizzazione della sua distribuzione, e la messa in campo di regole che costringessero, di fatto, il servizio perlopiù monopolistico ad affrontarsi con un concorrente.

Ad oggi le infrastrutture di distribuzione sono vecchie e malandate, si è calcolato che circa il 30% dell’acqua viene perso nel suo convogliamento. Una cifra enorme.

Tutto questo perché, sarebbe necessario investire somme ingenti nel mantenimento o forse, nel rifacimento ex novo di interi acquedotti e, i comuni che sono i principali azionisti non hanno le risorse finanziarie per affrontare gli investimenti necessari. Quando si parlava di privatizzazione si intendeva aprire a privati la possibilità di entrare nella partita del convogliamento dell’acqua lasciando la distribuzione agli enti attuali. Ciò avrebbe permesso la possibilità d’investimento nella rete idrica e nel suo ammodernamento, ad esempio dell’acquedotto pugliese tra i più malandati, e in tutti quelli che necessiterebbero di interventi urgenti. I primi a beneficiarne sarebbero i cittadini stessi.

Emile

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