Archivi del mese: marzo 2015

Sul volo Germanwings. Riflessioni di un’altra frequent-flyer.

Anch’io ho volato spesso per lavoro o per diletto… 🙂

ROSEBUD - Arts, Critique, Journalism

DSC00353di Rina Brundu. Non so più quante volte ho preso un aereo negli ultimi venti anni. C’era un tempo in cui viaggiavo più in aereo che in auto, ricordo un giorno in cui ne presi tre per motivi di lavoro, muovendo di nazione in nazione. Erano i tempi dell’Irlanda del boom che, tra le altre cose, vide la nascita della flotta con cui la piccola isola Smeralda ha conquistato l’Europa: Ryanair. Erano i tempi in cui negli aeroporti si lavorava, primi laptop alla mano e chiavette Internet permettendo. Erano i tempi in cui in queste particolarissime “aree di frontiera”, come di fatto sono le sale d’attesa degli aeroporti, si facevano gli incontri più strani. Che a volte davano da pensare.

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Disabile, perché?

Daniele Del Casino

Ci sono cose su cui preferirei non scrivere: sembra strano, sentirle da uno come me, che vorrebbe spesso scrivere per quanto parla (tanto…) ma io devo anche combattere la mia parte intollerante – si ringrazia Caparezza per la geniale affermazione – e per cui tra l’altro ho creato proprio La spada del mercenario, quindi vado avanti.

Negli ultimi giorni, complice anche un fattaccio nel Vercellese, ho pensato spesso a come si continua ad usare i termini disabile, diversamente abile, invalido (pare quest’ultimo termine venga utilizzato da molti italioti solo riguardo a persone di una certa età…) e pure handicappato (questo viceversa invece per bambini e adolescenti ).

Ma non perché usati in maniera scorretta…ma perché usati.

Ho vissuto il mio approccio verso persone con disabilità (non suona meglio…molto meglio?) molto presto, con un parente, poco più grande di me, ridotto a letto e con

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